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CALENDARIO PARROCCHIALE

Dicembre

Mercoledi 13 · S. Lucia Patrona Principale dell'Arcidiocesi

Liturgia: Is 40,25-31; Sal 102; Mt 11,28-30.


Giovedi 14 · 2.a Avvento - S. Giovanni della Croce

Il Signore e' misericordioso e grande nell'amore.

Liturgia: Is 41,13-20; Sal 144; Mt 11,11-15.

S. Messa ore 17,00.


Venerdi 15 · 2.a Avvento - S. Valeriano, Nino

Chi ti segue, Signore, avra' la luce della vita.

Liturgia: Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19.


Sabato 16 · 2.a Avvento - S. Albina

Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

Liturgia: Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13.

Inizio Novena del S. Natale
S. Messa 0re 5,30.


Domenica 17 · 3.a Domenica Avvento - S. Modesto, S. Giovanni di Matha

La mia anima esulta nel mio Dio.

Liturgia: Is 61,1-2.10-11; Cant. Lc 1,46-50.53-54; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28.

Catechismo ore 16,00.
Novena e S. Messa ore 17,30.


Lunedi 18 · Feria di Avvento - S. Graziano vescovo

Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

Liturgia: Ger 23,5-8; Sal 71; Mt 1,18-24.

S. Messa 0re 5,30.


Martedi 19 · Feria di Avvento - S. Fausta, S. Dario

Cantero' senza fine la tua gloria, Signore.

Liturgia: Gdc 13,2-7.24-25a; Sal 70; Lc 1,5-25.

S. Messa 0re 5,30.


LITURGIA

“ SARAUSANA JE’ ”

13 dicembre: S. Lucia
11-12-17


Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane  di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre. La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant'Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all'aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia torna a Siracusa e trova la mamma [leggi tutto]


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11 novembre: S. Martino di Tours

09-11-17


Quattromila chiese dedicate a lui in Francia, e il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi; come anche in Italia, in altre parti d’Europa e nelle Americhe: Martino il supernazionale. Nasce in Pannonia (che si chiamerà poi Ungheria) da famiglia pagana, e viene istruito sulla dottrina cristiana quando è ancora ragazzo, senza però il battesimo. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. E’ in quest’epoca che può collocarsi l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo.
Lasciato l’esercito nel 356, raggiunge a Poitiers il dotto e combattivo vescovo Ilario: si sono conosciuti alcuni anni prima. Martino ha già ricevuto il battesimo (probabilmente ad Amiens) e Ilario lo ordina esorcista: un passo sulla via del sacerdozio. Per la sua posizione di prima fila nella lotta all’arianesimo, che aveva il sostegno della Corte, il vescovo Ilario viene esiliato in Frigia (Asia Minore); e quanto a Martino si fatica a seguirne la mobilità e l’attivismo, anche perché non tutte le notizie sono ben certe.
Fa probabilmente un viaggio in Pannonia, e verso il 356 passa anche per Milano. Più tardi lo troviamo in solitudine alla Gallinaria, un isolotto roccioso davanti ad Albenga, già rifugio di cristiani al tempo delle persecuzioni. Di qui Martino torna poi in Gallia, dove riceve il sacerdozio dal vescovo Ilario, rimpatriato nel 360 dal suo esilio. Un anno dopo fonda a Ligugé (a dodici chilometri da Poitiers) una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa.
Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Di qui intraprende la sua missione, ultraventennale azione per cristianizzare le campagne: per esse Cristo è ancora "il Dio che si adora nelle città". Non ha la cultura di Ilario, e un po’ rimane il soldato sbrigativo che era, come quando abbatte edifici e simboli dei culti pagani, ispirando più risentimenti che adesioni. Ma l’evangelizzazione riesce perché l’impetuoso vescovo si fa protettore dei poveri contro lo spietato fisco romano, promuove la giustizia tra deboli e potenti. Con lui le plebi rurali rialzano la testa. Sapere che c’è lui fa coraggio. Questo spiega l’enorme popolarità in vita e la crescente venerazione successiva.
Quando muore a Candes, verso la mezzanotte di una domenica, si disputano il corpo gli abitanti di Poitiers e quelli di Tours. Questi ultimi, di notte, lo portano poi nella loro città per via d’acqua, lungo i fiumi Vienne e Loire. La sua festa si celebrerà nell’anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.




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"Il cristiano è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà terrene, illuminandole con la luce che viene da Dio."

Tweetato il 13 Dicembre da Papa Francesco


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22-10-15

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10-03-15

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16-01-15

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28-12-14


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