Auguri di Buon Anno!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Gennaio

Domenica 20 · S. Fabiano ; S. Sebastiano; S. Eustochia

Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Is 62,1-5; Sal 95; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-11.

Oratorio ore 16,00

S. Messa ore 17,30

Deposizione sulla vara dell'immagine di S. Agata

Riunione Deputazione


Lunedi 21 · S. Agnese; S. Epifanio

Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Eb 5,1-10; Sal 109; Mc 2,18-22.

Ore 17,00 S. Messa
Ore 17,30 Catechesi


Martedi 22


Mercoledi 23


Giovedi 24


Venerdi 25


Sabato 26


LITURGIA

IL BATTESIMO DI GESU'

11-01-19

Sulle rive del Giordano, Giovanni Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino. Gesù scende con la folla nell’acqua per farsi battezzare. Il battesimo per i Giudei era un rito penitenziale, perciò vi si accostavano riconoscendo i propri peccati. Ma il battesimo che Gesù riceve non è solo un battesimo di penitenza: la manifestazione del Padre e la discesa dello Spirito Santo gli danno un significato preciso. Gesù è proclamato «figlio diletto» e su di lui si posa lo Spirito che lo investe della missione di profeta (annuncio del messaggio della salvezza), sacerdote (l’unico sacrificio accetto al Padre), re (messia atteso come [leggi tutto]


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LA CHIESA MADRE DI ALI’ DA 450 ANNI DOMINA L’ABITATO

Il Duomo dedicato a S. Agata sarebbe stato fondato nel 1565. L'articolo completo sul giornalino parrocchiale "Agathae sub alis..." n. 15, scaricabile dalla sezione "Scarica il Giornalino".
30-05-16

Alla fine del ‘500, Alì doveva essere un ricco e florido centro. In questo periodo, Messina e tutto il comprensorio jonico si arricchirono di stupende opere d’arte grazie all’arrivo in città di grandi artisti toscani che portarono con loro l’esperienza del Rinascimento italiano. Si iniziò, così, a costruire alla maniera di questa corrente stilistica, il “manierismo”, appunto. Il progetto della nostra chiesa si può fare rientrare in questa corrente e, considerando i disastrosi terremoti che hanno colpito la città di Messina, il Duomo di Alì viene considerato un notevole esempio di architettura di quel tempo.

Fu in questo fiorente periodo storico, infatti, che, considerato anche l’accresciuto numero di abitanti, ad Alì si decise di costruire una più moderna e grande chiesa, rispetto alla Matrice esistente.

Padre Serafino junior indica come data di fondazione il 1565, data inverosimile secondo gli storici: questi, visto lo stile del sacro edificio, tendono a far slittare di quasi un ventennio l’inizio della costruzione.

Lo storico catanese Carrera, invece, indica come anno d’inizio dei lavori il 1582. Probabilmente Padre Serafino, nel suo scritto, si riferiva alla progettazione e non alla costruzione, infatti, per edificare un monumento così importante ci si sarà dovuti preparare.

Innanzitutto, bisognava trovare i fondi e in paese non vi erano famiglie nobili o potenti ordini religiosi.

Così, tutti i proventi provenivano dall’elemosina della gente, dai lasciti, dalle donazioni e dalle giornate lavorative offerte gratuitamente dal popolo.

La fonte più sicura di sostegno economico venne individuata nell’ampliamento del patrimonio fondiario della chiesa, insieme alla gestione delle gabelle sul grano e sulla seta.

Nel 1607 un incendio distrusse l’antica Chiesa Madre (oggi chiesa dell’Immacolata) e vista la situazione di emergenza, anche se la nuova Chiesa Maggiore non era stata ancora ultimata, si provvide a spostare qui i documenti e le suppellettili superstiti e ben presto anche il titolo. Dopo gli interventi di ripristino dell’antica chiesa madre, infatti, questa venne indicata come “S. Agata la Vetere”. Il Sacramento del Battesimo, invece, venne amministrato nella chiesa dello Spirito Santo, e solo dal 21 febbraio del 1608 si iniziò a Battezzare nella “Chiesa Nova Maggiore di S. Agata”. La chiesa durante i due secoli successivi fu dotata di tutto l’arredo che serviva per officiare i riti sacri. Grazie alla munificenza del sacerdote Antonino Fiumara, morto il 24 luglio del 1702, che lasciò tutta la sua eredità a disposizione della chiesa di Alì, si poté procedere alla realizzazione del coro ligneo e di molti altri strumenti di culto, creati, per la maggior parte, dalle raffinate maestranze messinesi. Come ci dice padre Serafino: “La Chiesa Madre è assai celebre e famosa in tutta questa comarca, perché di continuo viene assistita ed officiata da tutto questo esemplarissimo Clero, quasi in numero di 50”. Grazie al coro si poterono svolgere con comodità e solennità tutti i riti.

Sempre il nostro storico, P. Serafino d’Alì, ci informa che il paese partecipò alla rivolta antispagnola del 1674-78 in aiuto alla città di Messina. La sollevazione fu soffocata nel sangue e gli “Alitani scampati videro il paese devastato, incendiato, saccheggiato e quasi un totale sterminio e questa volta cadde senza più salire alla primitiva grandezza”. 

Non sappiamo se questo evento interessò anche la Matrice, ma sicuramente la situazione economica andò via via peggiorando.

La Chiesa Madre nel corso dei secoli è stata in diverse occasioni colpita da eventi calamitosi, ma è sempre risorta anche grazie al grande affetto che il popolo aliese ha sempre nutrito nei confronti della Santa Patrona. L’ultimo funesto evento che riguardò la chiesa fu il fulmine che colpì la cupola il 27 dicembre 1997 alle ore 15,20.

Il 5 febbraio di quest’anno il Santo Padre Francesco, per mezzo della penitenzieria apostolica, ha voluto suggellare la storia di questo tempio e di questo popolo con il dono speciale del giubileo. Sia questo un nuovo impulso per farci capire l’importanza di tenere con cura la nostra chiesa voluta dai nostri padri come simbolo identitario. Anche se i tempi sono cambiati e il nostro paese, come molti altri centri collinari, da più di un secolo, soffre per il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono, dovuto a scelte politiche discutibili, sia questo che viviamo un momento di grazia, segno di rinascita e rinnovamento. “Agathae sub alis Alì nulla timebit”, sotto la protezione di Agata Alì non avrà nulla a temere: sia questo motto, posto sulla facciata della Chiesa Madre, che bene descrive l’identità del popolo aliese, monito per ridare fiducia e senso a quanti hanno a cuore le sorti del proprio paese che in tutti questi secoli ha attraversato ed affrontato diversi avvenimenti.

Santino Fiumara




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"Ciò che resta davanti alla soglia dell’eternità non è quanto abbiamo guadagnato, ma quanto abbiamo donato."

Tweetato il 20 Gennaio da Papa Francesco


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