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CALENDARIO PARROCCHIALE

Dicembre

Venerdi 14 · S. Giovanni della Croce

Chi ti segue, Signore, avra' la luce della vita.

Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19.


Sabato 15 · S. Valeriano

Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13.


Domenica 16 · III di avvento - S. Adelaide; S. Aggeo profeta

Canta ed esulta, perche' grande in mezzo a te e' il Santo d'Israele.

Sof 3,14-17; Cant. Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18.

Inizia la Novena del S. Natale
S. Messa ore 17,30.


Lunedi 17 · S. Giovanni de Matha

Venga il tuo regno di giustizia e di pace.

Gen 49,2.8-10; Sal 71; Mt 1,1-17.

Novena e S. Messa ore 05,30.


Martedi 18 · S. Gaziano; S. Malachia profeta

Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

Ger 23,5-8; Sal 71; Mt 1,18-24.

Novena e S. Messa ore 05,30.


Mercoledi 19 · S. Anastasio I

Cantero' senza fine la tua gloria, Signore.

Gdc 13,2-7.24-25a; Sal 70; Lc 1,5-25.

Novena e S. Messa ore 05,30.


Giovedi 20 · S. Liberale di Roma

Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38.


LITURGIA

“CELESTE PATRONA DELLA TERRA DI SICILIA, CI AFFIDIAMO A TE”

8 Dicembre: IMMACOLATA CONCEZIONE
05-12-18



L'icona tradizionale della Vergine Maria Immacolata riflette l'invocazione litanica del santuario lauretano che Isaia canta nel vaticinio che contrappone la città santa, protetta da mura e baluardi, alla prosopopea della città terrena, calpestata dai poveri: “turris eburnea”.
A Maria Immacolata, celeste patrona della terra di Sicilia, delle sue Chiese e della sua gente, affaticata nella città terrena, non possiamo chiedere altro che la sua preghiera al Padre sia quel baluardo di difesa in cui ciascuno di noi può confidare. Il cuore di Maria, donna e madre di Dio, è il santuario terreno-celeste in cui troviamo rifugio sicuro, e in cui speriamo che ogni siciliano cerchi la consolazione e la speranza che [leggi tutto]


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FESTA GRANDE 2016: CONTINUA LA PRODUZIONE DI PANE AZZIMO

I segni del martirio di Agata, realizzati con tecniche manuali ed artistiche, orneranno il Cereo. In tanti giornalmente collaborano con i Ciliari del Pane.
22-07-16

Tanta gente si reca quotidianamente al cilio del Pane per dare un aiuto, secondo le proprie capacità. C’è chi si cimenta a dare forma alla farina impastata, c’è chi preferisce spennellare con tuorlo d'uovo i lavori realizzati, per dare ad essi una particolare colorazione, c’è chi fa da trasportatore da e per il forno. Ognuno si ritaglia uno spazio per contribuire alla realizzazione del pane, che servirà in parte per l’addobbo del cilio, ma soprattutto per essere distribuito ai fedeli durante i giorni della festa. Alcuni si limitano ad ammirare i lavori già realizzati e conservati nei locali della sala consiliare del Comune. Ognuna di quelle forme è un vero e proprio capolavoro, che richiede tempo e pazienza.
Sono state realizzate palme, tenaglie, ciambelline di vario tipo di 100-150 grammi ciascuna, ma anche croci, vangeli con alcune frasi e veri e propri quadretti con scritte o altri soggetti (calici, ostie, uva).
Particolare attenzione verrà posta alla preparazione del pane che sarà utilizzato per l’addobbo del Cereo, tra cui: n. 12 ciambelle grandi da kg. 3,900 (una al giorno); n. 36 ciambelle medie da gr. 800 (tre al giorno); n. 4 strisce con la scritta “Viva S. Agata”, o le singole lettere che poi verranno composte; alcune corone, cestini e crocifissi.
Per la preparazione della ciambella grande occorre impastare 5 kg. di farina per poi prelevare 3,900 kg. di pasta da dividere in tre parti da 1,300 kg. ciascuna. La pasta deve essere lavorata con particolare attenzione fin quando ogni corda raggiunga la misura di un metro e ottanta centimetri. Appena le tre parti sono pronte vengono intrecciate attorno ad una croce di legno (misura cm. 32 x 32), per darne la forma rotonda. Le due estremità della ciambella devono essere rifinite a forma di mani sovrapposte. La ciambella viene poi “pizzicata” a forma di lisca di pesce e vi si aggiunge, da un lato, la scritta “W S. Agata”, dall’altro una palma e una tenaglia con una mammella. Una volta pronta si sistema su una teglia di ferro, dove prima di essere infornata viene spennellata con il rosso d’uovo, con delicatezza ed uniformità.
Per la ciambella media sono necessarie 800 grammi di pasta ben lavorata, da suddividere in tre corde, lunghe 80 centimetri ciascuna, da intrecciare, pizzicare a lisca di pesce, spalmare l’uovo ed infornare.
La preparazione delle dodici ciambelle grandi, così come quella delle 36 medie, richiede parecchia attenzione perché queste saranno utilizzate per l’addobbo del Cereo e tradizione vuole che ogni giorno se ne prepari solo una della prima e tre della seconda. Su ogni lato del Cereo, infatti, troveranno posto tre ciambelle grandi ed otto medie, oltre a numerose altre forme di piccole dimensioni, selezionate fra quelle realizzate.
Tutto il pane rimanente sarà confezionato in appositi sacchetti di plastica, in cui verrà inserita anche un’immaginetta di S. Agata e donato ai fedeli, che si recheranno a visitare il Cereo nei tre giorni di festa e che lasceranno la loro offerta.
Quest’anno, però, sarà prodotta una ciambella grande in più, considerato che è pervenuta esplicita richiesta da parte del Rettore del Santuario S. Agata al Carcere di Catania, per poterla esporre in quella chiesa. Già lo scorso 3 febbraio, in occasione dell’offerta della cera, la delegazione aliese ha portato in cattedrale a Catania proprio una “cuddura ranni”, che è stata collocata accanto alla porticina che conduce alla “cammaredda” di S. Agata.
Il lavoro continua, ma anche il clima festoso che aleggia in tutte le attività svolte. I Ciliari del Pane hanno invitato tutti sabato 23 luglio a fermarsi la sera per un momento di convivialità, dopo aver ammirato durante il pomeriggio il procedimento della lavorazione e l’esposizione del pane fin qui prodotto.
Lo stesso giorno a Fiumedinisi, durante una défilé di abiti da sposa, sfileranno in passerella anche gli abiti indossati dalle bambine nei tre giorni della nostra festa, negli anni 1988, 1996 e 2006. Un bell’omaggio a una festa che mantiene ancora oggi un sapore antico.




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"Ecco il primo passo per crescere nel cammino della fede: ascoltare. Prima di parlare, ascoltare."

Tweetato il 14 Dicembre da Papa Francesco


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Antonia
per
i propri defunti
22-10-15

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Antonio
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In onore di S. Agata
10-03-15

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Agata
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i propri cari
26-01-15

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in onore di S.Agata
16-01-15

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Nonna Sara
28-12-14


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