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CALENDARIO PARROCCHIALE

Dicembre

Mercoledi 12 · B.V. Maria di Guadalupe

Benedici il Signore, anima mia.

Is 40,25-31; Sal 102; Mt 11,28-30.


Giovedi 13


Venerdi 14


Sabato 15


Domenica 16


Lunedi 17


Martedi 18


LITURGIA

“CELESTE PATRONA DELLA TERRA DI SICILIA, CI AFFIDIAMO A TE”

8 Dicembre: IMMACOLATA CONCEZIONE
05-12-18



L'icona tradizionale della Vergine Maria Immacolata riflette l'invocazione litanica del santuario lauretano che Isaia canta nel vaticinio che contrappone la città santa, protetta da mura e baluardi, alla prosopopea della città terrena, calpestata dai poveri: “turris eburnea”.
A Maria Immacolata, celeste patrona della terra di Sicilia, delle sue Chiese e della sua gente, affaticata nella città terrena, non possiamo chiedere altro che la sua preghiera al Padre sia quel baluardo di difesa in cui ciascuno di noi può confidare. Il cuore di Maria, donna e madre di Dio, è il santuario terreno-celeste in cui troviamo rifugio sicuro, e in cui speriamo che ogni siciliano cerchi la consolazione e la speranza che [leggi tutto]


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FESTA GRANDE 2016 – LA RACCOLTA FATTA DAI CILIARI DELLE RAGAZZE SARA’ UTILIZZATA PER IL RESTAURO DELL’ORGANO DELLA CHIESA MADRE DI ALI’

Questo strumento risale al Settecento ed è tra i più grandi della riviera. Dopo l’intervento potrà essere utilizzato al massimo delle sue potenzialità.
01-10-16

Conclusasi ormai da più di un mese la “Festa Grande”, spentisi i riflettori su questa grande manifestazione religiosa, storica e culturale della nostra Parrocchia, bisogna ora vederne germogliare i frutti.
E uno dei frutti, al termine di questi eventi, è spendere le somme raccolte dai Ciliari di ambedue i “Cilii”, per la realizzazione di un qualcosa che venga ad impreziosire la nostra Chiesa Madre.
Per questa edizione della Festa, i Ciliari delle Ragazze, hanno deciso di utilizzare il ricavato delle raccolte per il restauro del grande organo.

Questo strumento, tra i più grandi della riviera jonica, ha origini antiche, senza dubbio settecentesche; la sua posizione originaria era su apposita alta cantoria,  tra due colonne, al centro della Chiesa, sul lato destro guardando l’altare.
Da questo sito originario, fu smontato durante i lavori di consolidamento che interessarono la Matrice negli anni trenta.
Tutte le canne e altre parti dello strumento, furono portate a Palermo, presso la rinomata ditta organaria, Laudani e Giudici.
Quando tutto fu sistemato, l’organo fu rimontato dalle maestranze della ditta citata, ma non più nell’antico sito, ma nell’abside, subito dietro l’altare maggiore.

Nei primissimi anni settanta del secolo scorso, un altro famoso maestro organaro, Michele Polizzi  da  Modica, praticò una sostanziale trasformazione dell’opera: la consolle  con la tastiera fu staccata dalla sua posizione originaria  e trasferita nel transetto: questo determinò una modifica nella “trasmissione” dalla tastiera alle canne: da meccanico- pneumatica divenne elettrica.
Altro lavoro, si rese necessario per la festa grande del 1988: per problemi legati al motore che aziona la ventola di pompaggio dell’aria l’organo non suonava più, quindi si rese necessario un intervento di ripristino.
Nel 1991, la  “cassa” contenente le canne e i somieri, fu aperta per permettere una ripulitura generale e accordatura.

Il lavoro, che tra pochi giorni inizierà, sarà di grande rilevanza, perché lo strumento sarà  messo in grado di esprimere tutte le sue potenzialità che allo stato attuale esprime in minima parte, neanche al dieci per cento.
Saranno ripristinate le canne di facciata mancanti, la manticeria, sostituzione degli elettromagneti non più funzionanti, ripulitura e accordatura: risentiremo il suono del nostro organo in tutta la sua forza ed espressività.
Il lavoro sarà eseguito dalla ditta “Arte organaria di A.e A. Bovelacci “da Ragusa.
Il Maestro organaro, Alessandro Bovelacci,  allievo di Michele Polizzi, ne ha continuato, oggi insieme al figlio Alessandro, la grande perizia e maestria nell’antica arte della costruzione e restauro di quello che viene definito il “re” di tutti gli strumenti musicali.

P. Vincenzo




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"“Consolate, consolate il mio popolo” (Is 40,1). Come consola il Signore? Con la tenerezza. #SantaMarta"

Tweetato il 11 Dicembre da Papa Francesco


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