Dal 21 aprile hanno avuto inizio i "Martedì in onore di S. Agata". S. Messa alle ore 18.30.

CALENDARIO PARROCCHIALE

Agosto

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LITURGIA

San Rocco, uno dei santi taumaturghi più popolari in Occidente.

Tutti lo invocavano tra il Medioevo e l’Ottocento in occasione del rinnovarsi delle epidemie di peste.
11-08-20



San Rocco è per questo anche uno dei santi occidentali più raffigurati.

Lo rappresentarono ogni genere di artisti: tanto quelli semplici dell’arte popolare, quanto alcuni tra i più gettonati come Tintoretto, Michelangelo, Ludovico Carracci, Guido Reni, Botticelli.

E tutti lo hanno dipinto o scolpito nello stesso modo, in un modo che serve a ricordare la sua storia, la storia di un pellegrino, con bastone, mantello, bisaccia, sandali, che va, nonostante una piaga sulla gamba, che cammina in compagnia di un cane, suo unico amico.

Rocco non era italiano, ma francese. Nacque a Montpellier in una famiglia agiata della grande borghesia mercantile tra il 1345 ed il 1350.

Secondo la tradizione, una volta [leggi tutto]


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FESTA GRANDE 2016 – LA RACCOLTA FATTA DAI CILIARI DELLE RAGAZZE SARA’ UTILIZZATA PER IL RESTAURO DELL’ORGANO DELLA CHIESA MADRE DI ALI’

Questo strumento risale al Settecento ed è tra i più grandi della riviera. Dopo l’intervento potrà essere utilizzato al massimo delle sue potenzialità.
01-10-16

Conclusasi ormai da più di un mese la “Festa Grande”, spentisi i riflettori su questa grande manifestazione religiosa, storica e culturale della nostra Parrocchia, bisogna ora vederne germogliare i frutti.
E uno dei frutti, al termine di questi eventi, è spendere le somme raccolte dai Ciliari di ambedue i “Cilii”, per la realizzazione di un qualcosa che venga ad impreziosire la nostra Chiesa Madre.
Per questa edizione della Festa, i Ciliari delle Ragazze, hanno deciso di utilizzare il ricavato delle raccolte per il restauro del grande organo.

Questo strumento, tra i più grandi della riviera jonica, ha origini antiche, senza dubbio settecentesche; la sua posizione originaria era su apposita alta cantoria,  tra due colonne, al centro della Chiesa, sul lato destro guardando l’altare.
Da questo sito originario, fu smontato durante i lavori di consolidamento che interessarono la Matrice negli anni trenta.
Tutte le canne e altre parti dello strumento, furono portate a Palermo, presso la rinomata ditta organaria, Laudani e Giudici.
Quando tutto fu sistemato, l’organo fu rimontato dalle maestranze della ditta citata, ma non più nell’antico sito, ma nell’abside, subito dietro l’altare maggiore.

Nei primissimi anni settanta del secolo scorso, un altro famoso maestro organaro, Michele Polizzi  da  Modica, praticò una sostanziale trasformazione dell’opera: la consolle  con la tastiera fu staccata dalla sua posizione originaria  e trasferita nel transetto: questo determinò una modifica nella “trasmissione” dalla tastiera alle canne: da meccanico- pneumatica divenne elettrica.
Altro lavoro, si rese necessario per la festa grande del 1988: per problemi legati al motore che aziona la ventola di pompaggio dell’aria l’organo non suonava più, quindi si rese necessario un intervento di ripristino.
Nel 1991, la  “cassa” contenente le canne e i somieri, fu aperta per permettere una ripulitura generale e accordatura.

Il lavoro, che tra pochi giorni inizierà, sarà di grande rilevanza, perché lo strumento sarà  messo in grado di esprimere tutte le sue potenzialità che allo stato attuale esprime in minima parte, neanche al dieci per cento.
Saranno ripristinate le canne di facciata mancanti, la manticeria, sostituzione degli elettromagneti non più funzionanti, ripulitura e accordatura: risentiremo il suono del nostro organo in tutta la sua forza ed espressività.
Il lavoro sarà eseguito dalla ditta “Arte organaria di A.e A. Bovelacci “da Ragusa.
Il Maestro organaro, Alessandro Bovelacci,  allievo di Michele Polizzi, ne ha continuato, oggi insieme al figlio Alessandro, la grande perizia e maestria nell’antica arte della costruzione e restauro di quello che viene definito il “re” di tutti gli strumenti musicali.

P. Vincenzo




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"Dio si attende che quando preghiamo ci ricordiamo anche di chi non la pensa come noi, di chi ci ha chiuso la porta… https://t.co/Z5IhwrZz5d"

Tweetato il 13 Agosto da Papa Francesco


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