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LITURGIA

Via Crucis: storia e significato

La Via Dolorosa è uno dei riti che introduce alla Pasqua.
12-04-19


Siamo in Quaresima, cammino che porta alla Pasqua, e, nella Chiesa cattolica, diversi sono i riti che testimoniano e introducono alla gioia della Risurrezione. Tra questi vi è la Via Crucis, via della Croce, anche detta via Dolorosa. Nasce dalle vicissitudini che vedono protagonista Gesù il Venerdì Santo, è da quegli avvenimenti che prende forma la Via Crucis arrivando sino ai giorni nostri.
Già nel V-VI secolo, in Gerusalemme, si praticava una processione nei luoghi della Passione di Cristo, anche se non si può ancora parlare di una via Crucis codificata. Dobbiamo ai pellegrini che si recavano a Gerusalemme il fatto che, una volta rientrati nelle rispettive città, cercarono di [leggi tutto]


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LA PRESENZA DEI DUE PADRI SERAFINO AD ALI’

Nell’anno del Giubileo Parrocchiale Aliese e nell’anno in cui è stata celebrata la Festa Grande di sant’Agata non poteva mancare un ricordo della loro presenza e testimonianza, specialmente, poiché sono prossimi le celebrazioni: dei 300 anni dalla morte del p. Serafino Senior (nel 2021) e dei 250 anni dalla morte del P. Serafino Junior (nel 2018). Sintesi della relazione presentata da Padre Scarvaglieri alla Conferenza sui due Cappuccini aliesi (Prima parte).
22-10-16

Non è possibile parlare di Alì e dei Cappuccini senza notare che essi sono collegati in modo inscindibile. In realtà si tratta di un binomio tanto che si potrebbe affermare: Tanti nomi e tanta gloria. Tuttavia solo alcuni conoscono bene queste e altre figure, altri invece hanno solo qualche fugace impressione. Per questo occorre impostare la presente commemorazione bilanciando il discorso perché esso sia non solo gradito ma anche utile a tutti. Pertanto impostiamo la problematica che ne deriva rispondendo ad alcune istanze di fondo.

L'ESIGENZA DI CONTESTUALIZZARE. I cappuccini nel Settecento nella provincia di Messina arrivano al culmine numerico e alla sommità della santità. Un'altra esigenza riguarda la diffusione delle conoscenze a riguardo dei due Padri Serafino. Per questo è logico percepire anche l’esigenza di allargare l’orizzonte comprendendo anche al convento e osservandone la storia dalle origini fino alla soppressione. In tal sfondo serve mettere in risalto l’abbandono e la trascuratezza successiva con l’intento di rispondere anche all’impegno di valorizzare il patrimonio che la Provvidenza ha assegnato ad Alì, così come esso è pervenuto al momento attuale con spirito cristiano.

UN ATTEGGIAMENTO OPERATIVO. Queste considerazioni richiedono che si abbia un interessamento vivace e dinamico. Bisogna rilevare, da una parte, il significato di questo grande patrimonio, per cui i due P. Serafino si possono paragonare a due perle preziose nascoste per le quali si dovrebbe essere disposti a dar di fondo a tutte le proprie risorse per averle; mentre, dall’altra, occorre distinguere le loro esperienze vissute, considerando la diversa personalità e lo specifico modo dell’attuazione del tipo di lavoro cui sono stati chiamati.

P. Serafino (senior) era più dedito alla pietà e al servizio pastorale verso il popolo di Dio, mentre P. Serafino junior, anche se ugualmente impegnato nel vivere la sua vocazione sacerdotale e francescana, mostrava una maggiore tendenza alla cultura. Tutti e due però sono stati impegnati nella propria crescita spirituale e nella diffusione del vangelo con i diversi mezzi a loro disposizione.

Questo complesso di doti ha giustificato il recente restauro e il recupero dei resti mortali dei due cappuccini di Alì, come ha fatto Don Vincenzo. Il loro trasferimento nella chiesa madre attuato qualche anno fa (giugno 2011), rimane un fatto emblematico e significativo. In tal modo essi possono ancora essere presenti nella vita del popolo di Dio e dare una costante lezione di vita. Nel contesto della festa grande appena conclusa occorreva pertanto dire qualcosa più in dettaglio per ciascuno di loro.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE. Per concludere dobbiamo fare riferimento ai vari aspetti religiosi, pastorali umani e culturali che i due P. Serafino hanno espresso e che ancora oggi costituiscono la base del loro magistero, da cui si possono enucleare alcune indicazioni operative

Per quanto riguarda l’aspetto religioso occorre rilevare l’esigenza di valorizzare la loro attuale presenza nella Chiesa Madre, come costante richiamo alla loro imitazione sul modo come essi hanno realizzato la sequela di Cristo. Altro aspetto importante riguarda lo studio e l’approfondimento della loro crescita spirituale e intellettuale: amore a Cristo e alla chiesa, dedicando le proprie forze alla diffusione del Vangelo e al servizio delle anime.  

In rapporto alla dimensione pastorale si deve far riferimento al loro ministero a servizio della chiesa locale. Per essa hanno speso le loro migliori energie umane e spirituali, di cui erano stati arricchiti da Dio. Tale finalità stava in cima alle loro occupazioni e preoccupazioni.

Non si deve dimentica il loro impegno e umano, per cui va sottolineato il loro amore per Alì: per le sue vicende storiche, per le condizioni di vita della popolazione, nell’intento di dare risposte positive, sul piano teologico, alle loro istanze materiali e spirituali.

In questo contesto occorre cogliere l’eredità intellettuale e quindi culturale che, specialmente P. Serafino junior, ha lasciato, dal punto di vista storico. Gli Aliesi devono seguire l’esempio di G. La Corte Callier che ha promosso la pubblicazione della “Storia d’Al’”, scritta dal P. Serafino junior, dandola alle stampe all’inizio del secolo scorso e cioè nel 1912. 

Sul piano pratico però occorre citare delle iniziative concrete, per cui, diventa necessario dar di fondo alle risorse che sono a propria disposizione. Per questo si devono ribadire proposte che sembrano scontate e poco originali, ma che servono per dinamizzare il proprio atteggiamento. Occorre rilanciare delle idee tra cui si possono individuare il progetto di approfondire la loro personalità e di notare meglio e documentarle, le convergenze e divergenze tra i due.

Altre iniziative possono riguardare scelte che sono significative per richiamare i loro nomi, la loro santità, i loro insegnamenti. Tra queste si devono rilevare: dedicare loro una scuola, erigere un monumento, fondare una borsa di studio. Sarebbe importante anche che qualche studente scrivesse una tesi di laurea e approfondisse aspetti della loro vita o del loro pensiero. Infine sarebbe avvincente spulciare archivi di enti pubblici e privati, per ricercare notizie, quadri, lapidi, ecc. Tutte queste iniziative, infatti, contribuiscono a far diventare la loro memoria, una profezia per il nostro tempo.

P. Giuseppe Scarvaglieri




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"Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare da Lui. Contempla il suo sangue versato per amore e… https://t.co/MjLSxi1nJJ"

Tweetato il 19 Aprile da Papa Francesco


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