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LITURGIA

Via Crucis: storia e significato

La Via Dolorosa è uno dei riti che introduce alla Pasqua.
12-04-19


Siamo in Quaresima, cammino che porta alla Pasqua, e, nella Chiesa cattolica, diversi sono i riti che testimoniano e introducono alla gioia della Risurrezione. Tra questi vi è la Via Crucis, via della Croce, anche detta via Dolorosa. Nasce dalle vicissitudini che vedono protagonista Gesù il Venerdì Santo, è da quegli avvenimenti che prende forma la Via Crucis arrivando sino ai giorni nostri.
Già nel V-VI secolo, in Gerusalemme, si praticava una processione nei luoghi della Passione di Cristo, anche se non si può ancora parlare di una via Crucis codificata. Dobbiamo ai pellegrini che si recavano a Gerusalemme il fatto che, una volta rientrati nelle rispettive città, cercarono di [leggi tutto]


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I DUE PADRI SERAFINO DI ALI', SENIOR E JUNIOR

Nel giorno dedicato a Tutti i Santi vogliamo ricordare le figure di questi due "Santi" aliesi così come li descrive Padre Scarvaglieri durante la conferenza svoltasi ad Alì.
01-11-16

PADRE SERAFINO SENIOR (19 ottobre 1644 - 20 febbraio 1721)

Egli era stato battezzato il giorno stesso della sua nascita e aveva ricevuto il nome di Giuseppe (cfr. atto di Battesimo). Fattosi cappuccino, ha avuto grande influsso della vita nel consolidamento della nostra provincia religiosa di Messina, specialmente con il servizio ai giovani religiosi: per parecchi anni ha svolto la funzione di maestro dei Novizi attento e preparato alle esigenze e alla generosità dei giovani.

È stato anche disponibile sempre al servizio pastorale: ove lo chiamano i parroci e i bisogni pastorali cui andava incontro con molta competenza e dedizione. L’area geografica in cui ha operato di più sono stati i due versanti dei Monti Peloritani.

Nel versante dello Jonio ha lavorato specialmente ad Alì, mentre fu inviato qualche anno dopo a Catania, per cui si trovava lì nel terremoto del 1693 dove peraltro si prodigò per alleviare le sofferenze dei terremotati.

Nel versante del Tirreno, dove trascorse molti più anni operando nella predicazione, (questo ottenne il titolo di predicatore apostolico), si dava completamente al servizio della gente, ottenendo da Dio anche il dono dei miracoli e quello della profezia.

Desideroso si rientrare in patria e di morire nel proprio paese; negli ultimi anni ritornò ad Alì, dove morì il 20 febbraio 1721, lasciando una fama di santità che è arrivata fino a noi.

PADRE SERAFINO JUNIOR (12 giugno 1701 - 20 settembre 1768)

Prima di passare a parlare del Nipote è necessario chiarire alcuni problemi preliminari: il grado di parentela con il padre Serafino (senior), la profezia circa la sua vocazione e la questione del nome.  

Quanto alla parentela tra i due Padri Serafino, va detto che il nipote diretto era il padre di Fra Serafino junior, Matteo. Questi era figlio della sorella del Padre Serafino senior che aveva sposato un Morabito. Tale Matteo peraltro era sposo di Antonia D’Angelo da cui aveva avuto sette figli, di cui il quarto era Il nostro Giacomo Antonio (Padre Serafino junior) (Cfr. atto di Battesimo)

In riferimento alla profezia circa la vocazione del nipote, le fonti narrano che la coppia Matteo Morabito Antonia D’angelo “erano molto devote e crostata” e sempre dopo un parto chiedevano la benedizione dello zio. Andando a visitare il nipote Matteo, subito dopo la nascita di Giacomo Antonio, prendendo il bambino in braccio, il P. Serafino Senior esclamò: “Questo bambino è mio e del mio Padre s. Francesco".

In rapporto alla questione del nome, in un primo momento nel 1716, entrando al noviziato, Giacomo Antonio avesse assunto il nome di Cherubino. Cinque anni dopo, alla morte dello zio, il giovane frate, in omaggio a lui, lasciò tale nome e assunse quello di Serafino. Per questo in seguito, per distinguere i due “Serafino”, lo zio fu chiamato senior, mentre il nipote fu denominato Junior.

Scendendo ai dettagli del profilo di P. Serafino junior si può affermare che egli può essere definito un ottimo religioso. Per molti anni è stato Maestro dei Novizi (per 33 anni), mostrando in tale ruolo le sue qualità di educatore e formatore, capace di capire e aiutare i giovani. Esprimeva le sue grandi doti di pedagogo, aiutando i giovani a prendere coscienza un modo concreto della propria vocazione.

Ha dovuto assumere anche altre responsabilità provinciali e diocesane. Per vari mandati fu Consigliere Provinciale, Procuratore Generale sul piano locale, Visitatore di tutte le chiese di Alì. Inoltre aveva come caratteristica, come l’aveva avuto lo zio, quella di essere un grande predicatore, totalmente dedito con grande frutto alla pastorale verso la chiesa locale.

Un'altra sua caratteristica da rilevare era quella di essere un uomo di cultura. P. Serafino junior, infatti, fu "lettore" (cioè professore) di teologia per i giovani che si preparavano al Sacerdozio, avendo attuato non solo gli studi ordinari del suo tempo, ma arricchendoli con studi personali che gli hanno permesso di lasciare una “Storia del territorio di Alì”, che ancora oggi rimane un punto di riferimento culturale per gli studiosi di storia locale. Tale opera egli l’aveva scritta su invito del famoso abate Vito D’Amico per il suo Dictionarium Topographicum Siculum, e a lui la consegnava in data 1 maggio 1754.

Alla sua morte (di cui sappiamo poco), come scrisse p. Andrea da Paternò, fu sepolto vicino allo zio nella chiesa del convento accanto all’altare maggiore al lato dell’epistola. Questa informazione è stata recentemente molto utile e ha permesso all’attuale Parroco di riscoprire entrambi i corpi e, ricomposti in apposite urne trasferirli all’interno del Duomo, dove ancora sono onorate.  

P. Giuseppe Scarvaglieri




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"Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare da Lui. Contempla il suo sangue versato per amore e… https://t.co/MjLSxi1nJJ"

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