Auguri di Buon Anno!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Gennaio

Domenica 20 · S. Fabiano ; S. Sebastiano; S. Eustochia

Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Is 62,1-5; Sal 95; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-11.

Oratorio ore 16,00

S. Messa ore 17,30

Deposizione sulla vara dell'immagine di S. Agata

Riunione Deputazione


Lunedi 21 · S. Agnese; S. Epifanio

Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Eb 5,1-10; Sal 109; Mc 2,18-22.

Ore 17,00 S. Messa
Ore 17,30 Catechesi


Martedi 22


Mercoledi 23


Giovedi 24


Venerdi 25


Sabato 26


LITURGIA

IL BATTESIMO DI GESU'

11-01-19

Sulle rive del Giordano, Giovanni Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino. Gesù scende con la folla nell’acqua per farsi battezzare. Il battesimo per i Giudei era un rito penitenziale, perciò vi si accostavano riconoscendo i propri peccati. Ma il battesimo che Gesù riceve non è solo un battesimo di penitenza: la manifestazione del Padre e la discesa dello Spirito Santo gli danno un significato preciso. Gesù è proclamato «figlio diletto» e su di lui si posa lo Spirito che lo investe della missione di profeta (annuncio del messaggio della salvezza), sacerdote (l’unico sacrificio accetto al Padre), re (messia atteso come [leggi tutto]


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PADRE VINCENZO: «NEI MOMENTI DI SOFFERENZA LA SACRA SCRITTURA E LE “CONFESSIONI” DI SANT’AGOSTINO MI SONO DI CONFORTO»

Sono giorni di profondo dolore questi per la famiglia D'Arrigo-De Tommaso per la perdita del caro congiunto. Leopoldo De Tommaso era molto conosciuto anche ad Alì e Alì Terme per la sua cordialità ed affabilità. Tanti i messaggi di cordoglio che stanno giungendo ai familiari.
22-11-16

In questo momento di grande dolore, per la morte di mio cognato Leopoldo, desidero esprimere tutta la mia vicinanza ed affetto a mia sorella Flavia e a mio nipote Carlo e lo faccio con parole che non sono mie, che non ne sarei capace, ma con le parole di un grande uomo di fede, un Padre della Chiesa, un poeta: S. Agostino. Un santo che mi ha sempre affascinato, sin dai tempi, ormai lontani, del Seminario, quando con grande avidità divorai le “Confessioni” di così grande Vescovo e Dottore della Chiesa. Non sempre tutto era per me comprensibile di questo testo scaturito dalla penna e soprattutto dalla mente illuminata di Agostino di Ippona; ed ancora oggi è così! Ma quando sento un bisogno particolare, quando qualcosa mi rode dentro, le “Confessioni”, dopo la Sacra Parola, sono il mio rifugio e conforto.

Questa sera, dopo aver visto, nell’obitorio dell’ospedale di Treviso il corpo, ormai freddo, di mio cognato, che in questa vita terrena è stato così esuberante e gioioso, lo lascio parlare, a sua moglie e a suo figlio con le  affettuose e dolci parole di Agostino: 

“Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinita bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!” 

Tra qualche giorno, dopo celebrate le esequie, dovrò tornare al mio servizio di pastore delle Comunità aliesi, non potrò più recarmi presso la tomba di Leopoldo per deporvi un fiore e una preghiera, mi soccorre ancora il libro delle “Confessioni”, quando Monica, ormai morente dice ai figli: ”mi seppellirete qui, (ad Ostia), ma di una cosa vi prego, ovunque voi siate ricordatevi di me presso l’altare del Signore.”

Questo certamente farò nella celebrazione quotidiana del Divin Sacrificio. 

Padre Vincenzo




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"Ciò che resta davanti alla soglia dell’eternità non è quanto abbiamo guadagnato, ma quanto abbiamo donato."

Tweetato il 20 Gennaio da Papa Francesco


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22-10-15

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