Dal 21 aprile hanno avuto inizio i "Martedì in onore di S. Agata". S. Messa alle ore 18.30.

CALENDARIO PARROCCHIALE

Agosto

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LITURGIA

San Rocco, uno dei santi taumaturghi più popolari in Occidente.

Tutti lo invocavano tra il Medioevo e l’Ottocento in occasione del rinnovarsi delle epidemie di peste.
11-08-20



San Rocco è per questo anche uno dei santi occidentali più raffigurati.

Lo rappresentarono ogni genere di artisti: tanto quelli semplici dell’arte popolare, quanto alcuni tra i più gettonati come Tintoretto, Michelangelo, Ludovico Carracci, Guido Reni, Botticelli.

E tutti lo hanno dipinto o scolpito nello stesso modo, in un modo che serve a ricordare la sua storia, la storia di un pellegrino, con bastone, mantello, bisaccia, sandali, che va, nonostante una piaga sulla gamba, che cammina in compagnia di un cane, suo unico amico.

Rocco non era italiano, ma francese. Nacque a Montpellier in una famiglia agiata della grande borghesia mercantile tra il 1345 ed il 1350.

Secondo la tradizione, una volta [leggi tutto]


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IL CORO LIGNEO DI ALI’ CITATO IN UN ARTICOLO PER SOSTENERE LA TESI DELLA NASCITA DI AGATA A CATANIA

Il giornalista Antonino Blandini scrive su quanto la tradizione popolare ci tramanda circa le origini della fanciulla perseguitata da Quinziano.
29-08-17

Ancora una volta il giornalista catanese Antonino Blandini cita la nostra parrocchia nei suoi articoli. Stavolta lo fa tramite un articolo pubblicato il 25 agosto sul quotidiano “La Sicilia” dal titolo “La nascita di S. Agata”, per rispondere ad una lettrice. Il tema è la contesa tra Catania e Palermo circa il luogo che diede i natali alla giovane martire.

Pur rilevando che «da un manoscritto del Senato messinese si evincerebbe che Catania sia stata la città natale della santa, anche se altre ipotesi lungo i secoli sembrano optare per Palermo», Blandini evidenzia che in realtà «alle comunità paleocristiane non interessava tanto il luogo di nascita dei propri martiri e neppure quello del martirio. I cristiani veneravano particolarmente il sito della loro sepoltura che avveniva nel cimitero dei martiri: da lì sorsero chiese, santuari, basiliche, cattedrali, mete di pellegrinaggi devozionali. Così è avvenuto per S. Agata a Catania».

«Si dà per certo, però, - continua il giornalista - che le vicende biografiche ed agiografiche di Agata, con particolare riferimento al martirio e alla sepoltura, sono da ambientare nelle Catania romano-imperiale di metà del III secolo». La tradizione, oltretutto, vuole che il luogo della nascita sia all’interno del palazzo Platamone-monastero benedettino femminile di San Placido, confortati dal fatto che «in una lapide di marmo una scritta in latino recita che lì sorgeva l’antica abitazione di S. Agata, raffigurata in un bellissimo bassorilievo: ivi sarebbe nata la giovane martire il giorno stesso della Madre di Dio (8 settembre)».

«Secondo la nostra tradizione locale – aggiunge Blandini – S. Agata sarebbe stata arrestata mentre si trovava rifugiata in una sua casa di campagna fuori città, in quel di Galermo (il cui termine grafico greco sarà stato confuso dagli amanuensi, erroneamente o ad arte, con Palermo)». Nella vasta borgata di San Giovanni di Galermo (nel catanese), infatti, ancora oggi esiste un caseggiato in cui si sarebbe rifugiata la giovane cristiana per sfuggire a Quinziano.

Nella parte finale dell’articolo, Antonino Blandini cita il coro ligneo della chiesa madre di Alì per sostenere la sua tesi: «Nel barocco Coro capitolare in legno di noce, situato nell’abside centrale della matrice collegiata parrocchiale “Sant’Agata" in Alì (Superiore), si trovano scolpite alcune scene relative all’arresto a San Giovanni di Galermo: “Agata dopo aver venduto i suoi beni e averne distribuito il ricavato ai poveri si rifugia in una delle caverne laviche di Galermo. Agata scoperta dalle guardie del pretorio catanese e tratta dal luogo dove si era rifugiata è condotta davanti a Quinziano"».

Blandini in più occasioni, nell’edizione messinese dello stesso quotidiano, ha pubblicato diverse notizie riguardanti le attività della parrocchia aliese.

 

Nella foto in alto: Coro ligneo del Duomo di Alì, realizzato nel 1700.

Nella foto in basso: Antonino Blandini interviene al Convegno “Agathae sub alis…” tenutosi a Catania il 10 febbraio 2016




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"Dio si attende che quando preghiamo ci ricordiamo anche di chi non la pensa come noi, di chi ci ha chiuso la porta… https://t.co/Z5IhwrZz5d"

Tweetato il 13 Agosto da Papa Francesco


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28-12-14


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