Benvenuti!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Ottobre

Mercoledi 17 · S. Ignazio di Antiochia ; B. Contardo Ferrini

Chi ti segue, Signore, avra' la luce della vita.

Gal 5,18-25; Sal 1; Lc 11,42-46.


Giovedi 18 · S. Luca ev.; S. Pietro d’Alcantara

I tuoi santi, Signore, dicano la gloria del tuo regno.

2Tm 4,10-17b; Sal 144; Lc 10,1-9.


Venerdi 19 · Ss. Giovanni de B. e Isacco J. e c. S. Paolo d. Croce

Beato il popolo scelto dal Signore.

Ef 1,11-14; Sal 32; Lc 12,1-7.


Sabato 20 · S. Cornelio; S. Adelina; S. Maria Bertilla Boscardin

Hai posto il tuo Figlio sopra ogni cosa.

Ef 1,15-23; Sal 8; Lc 12,8-12.


Domenica 21 · Ss. Orsola e c.; S. Malco I sett.

Donaci, Signore, il mo amore: in te speriamo.

Is 53,1O-1;: Sal 32; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45.

S. Messa ore 18,30
Apertura anno Pastorale.


Lunedi 22 · S. Giovanni Paolo II

Il Signore ci ha fatti e noi siamo suoi.

Ef 2,1-10; Sal 99; Lc 12,13-21.


Martedi 23


LITURGIA

S. TERESA DI LISIEUX: Non è mai andata in “missione”, ma è la Patrona delle Missioni.

La Santa del mese di ottobre
11-10-18

Teresa Martin nasce ad Alençon in Francia il 2 gennaio 1873, ultima di nove figli, di cui 5 religiose e gli altri 4 deceduti in tenerissima età. È battezzata due giorni più tardi nella Chiesa di Notre-Dame, ricevendo i nomi di Maria Francesca Teresa. I suoi genitori sono Louis Martin e Zélie Guérin. Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux.
Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883 ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l'intercessione di nostra Signora delle Vittorie. Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima comunione l'8 [leggi tutto]


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NATALE 2017: CHE ARIA TIRA?

Il clima natalizio è cambiato. I piccoli segni di una festa profondamente radicata nel contesto sociale delle nostre comunità, rischiano di essere “inquinati” da una cultura sempre più laica e consumistica.
23-12-17

Nel passato, all’approssimarsi del S. Natale, si sentiva nell’aria, oserei dire il profumo che circondava questa ricorrenza, si osservano con piacere piccoli segni esteriori pubblici che regalavano un senso di attesa, di festa. Ricordo ancora, quando, ragazzino, insieme ai miei coetanei, si guardava nella vetrina del negozio che in paese vendeva le piccole statue del presepe, se vi erano personaggi nuovi, che non avevamo. Piccoli segni che manifestavano il clima natalizio, cosi come le prime gemme e i primi fiori nei prati dicono che la primavera è vicina. Piccoli segni di una festa profondamente radicata nel contesto sociale delle nostre comunità. E con quanta gioia ci si scambiava gli auguri, per un giorno diverso, bello, solenne: Buon Natale.

Tutto questo ora non lo sentiamo e non lo vediamo più. All’ingresso dei paesi, il primo festone luminoso recita sempre: “Buone Feste”, cosi come anche nelle vetrine dei negozi. E la renna che trascina una slitta stracolma di regali, pacchi e l’immancabile Babbo Natale, spesse volte appeso alle finestre più somigliante a un ladro che a un portatore di doni: il clima natalizio è cambiato. Nelle famiglie ci sono ancora presenti il presepe, l’albero, ma sono preposti alla raccolta di regali.

Ora è aria inquinata!

Ed ovunque l’aria è inquinata, polveri sottili inquinanti si insinuano nel contesto sociale, anche “cristiano”: il consumismo, la mentalità e cultura laica che non vuole segni esteriori di Fede, affermando che questa è un fatto privato che non si può né imporre né esporre agli altri. Ricordiamo qualche anno fa il polverone sul Crocifisso esposto negli ambienti pubblici: disturba, bisogna toglierlo. Non consola affatto nemmeno l’opinione di chi “difende” il Presepe e il Crocifisso, perche spesso si dice che Presepe e Crocifisso sono parte della nostra tradizione, del nostro passato, della nostra cultura secolare.

Davvero consolante! Cristo è divenuto un pezzo da museo!

Fa parte della nostra ricca tradizione, come quella gastronomica, enologica e di quanto è “made in Italy”. Natale è divenuto un pretesto! Per esprimere la nostra vena poetica, dare un po’ di lucido alla nostra opaca religiosità, rispolverare la nostra divisa cristiana, per recitare, quasi come in un teatro, una volta l’anno, la parte dei buoni e sentirci buoni.

Questo ricco natale ha impoverito il Natale.

E’ come se facessimo una festa di compleanno, ma con l’assenza del festeggiato. La storia si ripete! “Maria diede alla luce il suo figlio, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’èra posto per loro nell’albergo” (Lc 2,6-7). Forse anche oggi non c’è posto per Lui nelle nostre Famiglie. Affinché sia un buon Natale, bisogna “aprire, anzi spalancare le porte a Cristo”.

Padre Vincenzo




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"Nell’ascolto della Parola di Dio attingiamo il coraggio e la perseveranza per offrire il meglio di noi stessi agli altri."

Tweetato il 17 Ottobre da Papa Francesco


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