BUONGIORNO!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Gennaio

Lunedi 20 · S. Eustochia, Patrona secondaria della diocesi di Messina; S. Sebastiano

1Sam 15,16-23; Sal 49; Mc 2,18-22.

A chi cammina per la retta via mostrero' la salvezza di Dio.


Martedi 21 · S. Agnese; S. Epifanio

1Sam 16,1-13a; Sal 88; Mc 2,23-28.

Ho trovato Davide, mio servo.

S. Messa ore 17,00.


Mercoledi 22 · S. Vincenzo; B. Laura Vicun

1Sam 17,32-33.37.40-51; Sal 143; Mc 3,1-6.

Benedetto il Signore, mia roccia.


Giovedi 23 · S. Emerenziana; S. Ildefonso di Toledo; S. Amasio

1Sam 18,6-9; 19,1-7; Sal 55; Mc 3,7-12.

In Dio confido, non avro' timore.

S. Messa ore 17,00.


Venerdi 24 · S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti

1Sam 24, 3-21; Sal 56; Mc 3,13-19.

Pietà di me, o Dio, pietà di me.


Sabato 25 · CONVERSIONE DI SAN PAOLO AP.; S. Anania – Conversione di S. Paolo apostolo

At 22,3-16 opp. At 9,1-22; Sal 116; Mc 16,15-18.

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.


Domenica 26


LITURGIA

17 gennaio: S. Antonio Abate.

Nato nell'anno del Martirio di S. Agata.
13-01-20


“La mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana ed il benessere personale… Chi è caduto in questa mondanità guarda dall’alto e da lontano, rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare continuamente gli errori degli altri ed è ossessionato dall’apparenza. Questa mondanità asfissiante si sana assaporando l’aria pura dello Spirito Santo, che ci libera dal rimanere centrati in noi stessi, nascosti in un’apparenza religiosa vuota di Dio. Non lasciamoci rubare il Vangelo!”.
(EG, [leggi tutto]


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CRISTO È RISORTO - È VERAMENTE RISORTO!

"Christos anesti - alithos anesti", Messaggio per la S. Pasqua 2019.
21-04-19

È questa la verità della Pasqua: è questo il grido di giubilo che percorre oggi di nuovo il mondo, è questo l’annuncio che fa fremere il cuore dei credenti. Cristo è risorto! La Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre feste, è "la festa delle feste", "la solennità delle solennità", così come l’Eucaristia è il sacramento dei sacramenti, perché la risurrezione di Cristo è il supremo intervento di Dio nella storia.
La risurrezione è il sigillo dell’autenticità divina di Cristo e della verità del suo Vangelo. La risurrezione, infatti, attesta che Cristo è veramente quello che ha affermato di essere, il Figlio: «Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio !». Per questo, sul fondamento sicuro della risurrezione, noi possiamo, dobbiamo dare a Cristo la nostra personale dedizione, la nostra completa fiducia: «Signore mio e Dio mio !», « La fede dei cristiani è la risurrezione di Cristo» (S. Agostino) .

Il cristianesimo continua il suo cammino dentro la storia degli uomini perché può contare sulla presenza di Cristo che si è fatto uomo, è morto sulla croce, è stato sepolto ed è risorto «come aveva predetto». Per questo l’evangelista Giovanni, nel capitolo 20 del suo Vangelo, non manca di fissare un tempo per un evento così decisivo: «Il primo giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino…». Questa è la Pasqua, il giorno del Signore, il primo della nuova storia, generato dal grande evento di morte e risurrezione.

Cosa è avvenuto in quel primo giorno dopo il sabato? È il mistero che, celebrando, noi riviviamo. Maria di Magdala, con sollecitudine, va al sepolcro di Gesù mentre è ancora buio: vede la pietra ribaltata, che  cosa è accaduto? Pensa:«Hanno portato via il corpo di Gesù ! » e corre da Pietro e da Giovanni: «Hanno portato via il Signore ! ».

Ha la percezione che qualcosa di grande, decisivo, essenziale ci sia stato portato via: ci hanno portato via il Signore! Maria di Magdala sa che Lui è il grande bene, è l’unico bene: ed è stato portato via!. E allora corre da Pietro e da Giovanni come a risvegliarli a una consapevolezza: ci hanno portato via il Signore! E il vangelo della risurrezione continua: Pietro e Giovanni alle parole della donna escono dal Cenacolo e corrono verso il sepolcro di Gesù, corrono insieme tutti e due, corrono perché lo amano il Maestro!

E corrono questi due discepoli di Gesù nel mattino di Pasqua: corrono incontro alla Pasqua, corrono incontro alla vita. Il correre di Pietro e di Giovanni è quasi il simbolo del cammino di ogni uomo verso la fede nel mistero di Cristo risorto, e in quell’avventura è rappresentata l’avventura di ogni credente, anche la nostra; è la corsa verso la certezza della risurrezione. Perché «se Cristo non è risorto – è il messaggio di Paolo ai primi cristiani – è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede». Ma poiché Cristo è risorto, nella storia dell’uomo ha fatto irruzione una potenza che porta il nostro mondo e la nostra esistenza in una dimensione nuova. Cristo risorto è l’inizio di una nuova umanità: dobbiamo assolutamente riscoprire oggi con gioia e stupore che per tutti è il dono pasquale della luce che fuga le tenebre della paura e della tristezza; per tutti è il dono pasquale della pace che spezza le catene della violenza e dell’odio.

Il dono pasquale della pace !... Spontaneo il pensiero va alla mancanza di pace per tanta parte dell'umanità: alla Siria drammaticamente sprofondata nell’orrore e nella disperazione, dove sembra  sia stata dichiarata guerra alla pace, e anche alle tante altre guerre in Africa di cui nessuno purtroppo parla! Tutta la vita del cristiano deve essere Pasqua! E' assolutamente necessario portare nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, dentro il mondo del lavoro e della scuola, nel mondo della sofferenza, la serenità, la speranza e la fiducia che nascono dalla certezza della risurrezione di Gesù: «Sì, ne siamo certi, Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la sua salvezza». In Cristo risorto noi siamo chiamati, e realmente lo siamo, figli di Dio. Abbiamo così ritrovato quell'uomo "creato a immagine e somiglianza di Dio" che era stato perso col peccato, ma che tuttavia aveva lasciato in ciascuno di noi una profonda e nostalgica esigenza. La sua forza è la forza stessa di Cristo, di Dio.                                         

E come non ricordare ora Maria, la Madre che ha tenuto sul grembo il Figlio deposto dalla croce e che per prima gioisce per la sua risurrezione? Nessuna creatura al mondo ha gioito come Lei, in quel giorno, per la risurrezione del Figlio. Per questo la Chiesa la invita ancora e sempre a gioire: «Regina coeli, laetare, alleluja… Cristo, che hai portato nel grembo è risorto, come aveva promesso, alleluia». E l’antifona chiude con una umanissima implorazione, piena di fiducia: «Prega il Signore per noi!». Sì, Vergine Santa, prega il tuo figlio risorto per noi, pregalo per noi che spesso giaciamo nelle tenebre e nell’ombra della morte, non stancarti mai di pregarlo per tutti noi!

BUONA PASQUA A TUTTI!

P. Vincenzo




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"Fermiamoci sul #VangelodiOggi (Gv 1,29-34), magari anche contemplando un’icona di Cristo, Figlio di Dio fattosi agn… https://t.co/8zZ6voNTo1"

Tweetato il 19 Gennaio da Papa Francesco


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Antonia
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i propri defunti
22-10-15

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