Dal 21 aprile hanno avuto inizio i "Martedì in onore di S. Agata". S. Messa alle ore 18.30.

CALENDARIO PARROCCHIALE

Agosto

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LITURGIA

San Rocco, uno dei santi taumaturghi più popolari in Occidente.

Tutti lo invocavano tra il Medioevo e l’Ottocento in occasione del rinnovarsi delle epidemie di peste.
11-08-20



San Rocco è per questo anche uno dei santi occidentali più raffigurati.

Lo rappresentarono ogni genere di artisti: tanto quelli semplici dell’arte popolare, quanto alcuni tra i più gettonati come Tintoretto, Michelangelo, Ludovico Carracci, Guido Reni, Botticelli.

E tutti lo hanno dipinto o scolpito nello stesso modo, in un modo che serve a ricordare la sua storia, la storia di un pellegrino, con bastone, mantello, bisaccia, sandali, che va, nonostante una piaga sulla gamba, che cammina in compagnia di un cane, suo unico amico.

Rocco non era italiano, ma francese. Nacque a Montpellier in una famiglia agiata della grande borghesia mercantile tra il 1345 ed il 1350.

Secondo la tradizione, una volta [leggi tutto]


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NONNO CARMELO TRIOLO FESTEGGIA I SUOI CENTO ANNI

Il 16 gennaio per il suo compleanno sarà attorniato dai familiari e dagli amici. Saranno presenti anche i Sindaci di Alì Terme, Carlo Giaquinta e di Alì, Natale Rao. Alle ore 17.00 la Messa sarà celebrata da P. Vincenzo D’Arrigo.
13-01-20

E’ nato ad Alì il 16 gennaio 1920 e da circa 60 anni vive ad Alì Terme. E’ Carmelo Triolo il nonnino più longevo di entrambe le comunità aliesi, che giovedì prossimo spegnerà 100 candeline. A festeggiarlo ci saranno i familiari, gli amici e le Amministrazioni Comunali dei comuni di Alì Terme e di Alì, con i rispettivi Sindaci Carlo Giaquinta e Natale Rao, così come lui stesso ha richiesto. Del resto il signor Carmelo anche se a quarant’anni si è trasferito alla Marina, ha sempre mantenuto i contatti con il territorio che lo ha visto nascere e crescere e per il quale nutre un profondo attaccamento.

Una vita di sacrifici dedicata al lavoro e alla famiglia, quella che ci descrive l’arzillo nonnino. Dai suoi racconti, però, traspare solo la fierezza di aver affrontato le avversità con coraggio e dedizione e la nostalgia di un tempo che fu. Un uomo d’altri tempi, insomma, che non si abbatte, che non si crea attenuanti, ma che si rimbocca le maniche e lotta per costruirsi un avvenire.

E se la vita lo ha portato a rimanere solo a 3 anni, orfano di entrambe i genitori, oggi si ritrova attorniato dall’affetto delle figlie Agata, Anna e Pina, con i rispettivi mariti (Francesco Lombardo, Lorenzo Culicerta e Giovanni Gugliotta), dall’amore degli 8 nipoti (Giovanna, Antonella, Carmelo, Francesca, Sebastiano, Mariella, Giuseppe e Antonio) e deliziato dall’allegria dei suoi 12 pronipoti (Marilena, Giacomo, Giuseppe, Emma, Lorenzo, Greta, Marta, Lorenzo, Giovanni, Francesco, Maurizio e Marco).

Quando chiediamo, con un pizzico di voluta malizia, chi è il preferito dei nipoti, con tono di ammonimento, risponde: “Io non ho nulla da ridire. Quello che sono stato io per loro, ora sono loro per me!”.  Una rara lezione di saggezza!

All’età di tre anni, dunque, assieme alla sorella Paola di poco più grande, va a vivere dal nonno paterno, oltretutto vedovo, poi risposatosi. Aveva compiuto da poco vent’anni quando è stato chiamato alle armi. Viene destinato a Bolzano e da lì, era il 1940, ben presto mandato nella Val di Susa e al Piccolo S. Bernardo, per le vicende belliche che contrapposero l’Italia alla Francia. Era in artiglieria e ricorda perfettamente le battaglie, le sofferenze, la prigionia. Ma allo stesso tempo ricorda anche la maestosità delle Alpi, la neve, il freddo e i rapporti d’amicizia con i commilitoni.

Dopo tre anni torna al paese dove riprende il suo lavoro in agricoltura e si sposa con Antonia Schirò. Avrà tre figlie. Ad Alì continuerà a svolgere una vita semplice, ma intessuta da profondi rapporti d’amicizia e di stima con i compaesani, un’amicizia non virtuale fatta di “like”, ma sincera e basata sul rispetto reciproco, quando ci si guardava negli occhi e ci si stringeva la mano, magari tenendo nell’altra il berretto. Ricorda con nostalgia quegli anni e sono tanti gli eventi che riaffiorano. Racconta anche la sua devozione alla Madonna del Bosco e a S. Agata.

“Eravamo più di trenta i nati di quell’anno – ci ha detto nonno Carmelo -, poi quando siamo giunti ad un’età più avanzata, capitava che ci si incontrava ai funerali dei nostri coetanei. In quelle occasioni spesso pensavamo a chi di noi sarebbe stato l’ultimo a lasciare questo mondo. Ormai da alcuni anni posso dire di essere rimasto solo io”.

Dopo una vita intensa ed attiva, in questi ultimi anni è costretto a casa, per alcuni problemi di salute che non gli consentono di deambulare autonomamente, per questo motivo i festeggiamenti si svolgeranno presso la sua abitazione. Giovedì, 16 gennaio, alle ore 17.00, Padre Vincenzo D’Arrigo celebrerà la S. Messa e subito dopo il signor Carmelo Triolo spegnerà le 100 candeline.

Auguri nonno Carmelo!




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Tweetato il 12 Agosto da Papa Francesco


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Antonia
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i propri defunti
22-10-15

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In onore di S. Agata
10-03-15

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26-01-15

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in onore di S.Agata
16-01-15

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28-12-14


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