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LITURGIA

IL BATTESIMO DI GESU'

09-01-21

Sulle rive del Giordano, Giovanni Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino. Gesù scende con la folla nell’acqua per farsi battezzare. Il battesimo per i Giudei era un rito penitenziale, perciò vi si accostavano riconoscendo i propri peccati. Ma il battesimo che Gesù riceve non è solo un battesimo di penitenza: la manifestazione del Padre e la discesa dello Spirito Santo gli danno un significato preciso. Gesù è proclamato «figlio diletto» e su di lui si posa lo Spirito che lo investe della missione di profeta (annuncio del messaggio della salvezza), sacerdote (l’unico sacrificio accetto al Padre), re (messia atteso come [leggi tutto]


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S. CATERINA D’ALESSANDRIA, UNA FIGURA MOLTO AMATA DALLA CRISTIANITA’

La devozione in Sicilia è stata introdotta dagli Spagnoli. Tante erano le Chiese a lei dedicate. Anche Alì aveva un luogo di culto dedicato a questa Santa, in località S. Caterina.
25-11-20

Il 25 novembre di ogni anno cade la ricorrenza di Santa Caterina d’Alessandria. Un evento inserito nel calendario cristiano per ricordare una figura molto amata, vissuta nel corso del III secolo dopo Cristo nella città di Alessandria d’Egitto che, all’epoca, era tra i più importanti centri culturali del mondo. I documenti storici riguardanti la vita di Santa Caterina d’Alessandria sono piuttosto scarsi, sembra probabile che sia nata nel 287 d. C. Sono pochissime anche le notizie per quanto concerne la sua biografia, per cui è abbastanza complicato riuscire a capire quali sono i fatti storici effettivamente accaduti e quali invece fanno parte della leggenda popolare. In particolare ci sono alcuni testi che ripercorrono la vita della santa, ma che tuttavia sono stati scritti alcuni secoli dopo il suo martirio per cui la loro attendibilità è incerta. Secondo la tradizione, Santa Caterina era una giovane di bella presenza nata nella città di Alessandria d’Egitto che, a motivo della sua bellezza, dovette fare i conti con diversi pretendenti, peraltro di un certo ceto sociale pronti a prenderla in sposa.

Ma lei aveva tutt’altro genere di piani per il proprio futuro: le apparve la Madonna con il Bambino, che le mette l’anello al dito per farla diventare sposa di Cristo. Questo venne interpretato da Caterina come un presagio divino che la invitava a consacrare la sua vita terrena a Cristo. Nell’anno 305 un imperatore romano, che dovrebbe essere stato Massenzio secondo la leggenda, ma che per questioni cronologiche era certamente Massimino Daia, decise di tenere grandi festeggiamenti proprio nella città di Alessandria d’Egitto. Il motivo dei festeggiamenti non è chiaro o quantomeno ci sono alcune correnti di pensiero che fanno coincidere questa festa con la proclamazione a Cesare di Massimino Daia nell’ambito della tetrarchia allora prevista. Comunque Santa Caterina decise di presentarsi a palazzo durante i festeggiamenti. Caterina, invitata ad offrire agli dei, si rifiutò ed anzi chiese all’imperatore in persona di riconoscere Gesù Cristo come Redentore dell’umanità. L’imperatore in virtù della bellezza di quella ragazza si rivolse ad un gruppo di retori con lo scopo di farla convertire al paganesimo. Non solo il tentativo fallì, ma addirittura costoro si convertirono al cristianesimo. Caterina venne condannata a morire stritolata da una ruota dentata, ma questa si spezzò, così fu condannata a morte per   decapitazione. Una volta decapitata dal suo corpo invece di sgorgare sangue, uscì tantissimo latte che era simbolo della purezza.

Stando alla tradizione, il suo corpo fu trasportato dagli Angeli, nella penisola del Sinai, dove successivamente fu edificato un monastero, ancora esistente, in suo onore.

Il culto verso questa Santa, si diffuse in modo particolare nell’Impero Bizantino e successivamente fu reintrodotto in Sicilia, nel periodo di dominazione spagnola. Tante erano le Chiese e gli altari a Lei dedicati. Anche Alì, aveva un luogo di culto dedicato a questa Santa, si trovava nei pressi in cui oggi sorgono le case popolari di contrada S. Caterina. Di quella Chiesa non è rimasto più nulla. È arrivata a noi, invece, la bellissima statua di fine cinquecento, gemella di quella di S. Agata, ubicata da alcuni anni nella cappella della Santa Patrona.

P. Vincenzo




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