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LITURGIA

Il Santo del Mese: S. Antonio da Padova

Nobile portoghese, dopo l’ordinazione sacerdotale approda a Messina per cause fortuite e rimarrà in Italia fino alla morte.
10-06-21

Fernando di Buglione nasce a Lisbona (Portogallo) nel 1195 dal padre Martino Alfonso, cavaliere e da mamma Maria, la famiglia era nobile discendente di Goffredo di Buglione. Esiste una analogia tra Antonio e Francesco d'Assisi entrambi da giovani avviati per la carriera delle armi e tentati dalla vita agiata e dal peccato ma che tuttavia li porterà entrambi alla scelta di imboccare la via della testimonianza di fede alla sequela di Cristo Gesù.
All'età di 15 anni entra fra i Canonici Regolari di Sant'Agostino che erano titolari per volontà del re Alfonso I del Portogallo e della regina Mafalda di Savoia, dell'abbazia di San Vincenzo nei pressi di Lisbona. Fernando si applica nello studio con ottimi maestri di [leggi tutto]


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PADRE SERAFINO SENIOR: UN GRANDE PREDICATORE APOSTOLICO

Ammesso all’ordine di S. Francesco, fu chiamato a svolgere la sua vita religiosa, oltre che nel suo paese d’origine, anche nel contesto della provincia religiosa dei cappuccini. Iniziò e concluse la sua vita terrena ad Alì (19 ottobre 1644 - 20 febbraio 1721). Oggi alle ore 16.00 nelle Parrocchie di Alì e di Alì Terme suoneranno tutte le campane a ricordo del pio transito del Servo di Dio P. Serafino. Domenica 21 febbraio sarà ricordato durante la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Madre di Alì. Se ci fosse stato Giacomo Pantò, fautore dell’azione di recupero dei resti mortali dei due Padri Serafino, sarebbe stato contento.
20-02-21

Oggi, 20 febbraio 2021, si festeggia il terzo centenario della morte di padre Serafino d’Alì. Si tratta di una data importante che non può passare sotto silenzio. A causa della pandemia di cui tutti sentiamo il peso opprimente è giusto però rimandarla in una data più agevole. Per ora ci limitiamo ad evidenziare quella data con la pubblicazione sia su Spazio Francescano come anche su Agathae sub Alis di un ricordo che richiami la sua figura e il significato del suo messaggio.

Egli non solo è stato per tutti un esempio da imitare in diversi settori della vita verso la santità, ma si presenta come una personalità molto attuale. Tra le altre informazioni importanti è legittimo richiamare la sua memoria, delineando un breve profilo della sua personalità, che metta in rilievo il suo tempo e la somiglianza con il nostro mondo.

Intanto occorre dire che egli è nato il 19 novembre 1644 ad Alì, ed era stato battezzato il giorno stesso della sua nascita. Allora peraltro si usava accelerare il giorno del Battesimo perché la mortalità perinatale era molto diffusa. Al rito per il quale si diventa figli di Dio e pienamente cristiani, era stato chiamato Giuseppe, come si rileva dall’atto di Battesimo, che peraltro si può ancora oggi consultare.

Fin fa giovane sentì di essere chiamato all’Ordine cappuccino per cui chiese e ottenne di essere ammesso, dando la prospettiva alle sue doti e qualità di mettersi a disposizione dei nuovi compiti che lo attendevano nella nuova condizione di vita. Essa quindi risplende in vari aspetti, ma si distinse in modo speciale nell’attuazione della sua missione in vari ambiti.

Fu un valido Maestro dei Novizi, settore in cui operò con molta sollecitudine, sapendo che il futuro della provincia dipendeva dalla loro formazione. Nello stesso tempo, si dedicava all’apostolato, specialmente esercitando la predicazione nelle varie parrocchie, per cui ricevette il titolo di “Predicatore Apostolico”. In tale ambito realizzava la sua disponibilità ai parroci, dando aiuto alla chiesa locale nel servizio pastorale. Infine è necessario sottolineare come egli fosse un Frate cappuccino esemplare, che dimostrò sempre un grande amore verso i confratelli che incontrava. 

Sviluppò la sua vita religiosa nel contesto della provincia religiosa dei cappuccini di Messina, sempre dedito ai vari servizi. In particolare fu presente nei conventi della provincia intorno ai Peloritani nella zona Nord Est dell’Isola o Valdemone. Si trovava a Taormina in occasione del terremoto del 1693 in cui si distinse per l’aiuto che diede a tutti coloro che avevano bisogno.

Ma, divenuto anziano, desiderava rientrare in Patria, dove con molta carità esercitò il servizio di superiore della fraternità locale. Tutti lo ricordano come uomo impegnato anche nella carità verso i paesani e coloro che incontrava nel suo cammino. Avendo ottenuto da Dio il dono dei miracoli, lo esercitava sempre come espressione della sua carità. Per questo il nipote alla sua morte cambiò il suo nome: da Cherubino come era chiamato finallora prese il nome di Serafino (Junior), per ricordare lo Zio e riprodurne il modello che egli presentava, in modo concreto e coerente.

Il suo pio transito da questo mondo alla patria celeste avveniva ad Ali il 20 febbraio 1721. Moriva appunto tre cento anni fa, lasciando a tutti un grande esempio di vita consacrata a Dio e ai fratelli. Lasciava a noi una grande lezione di vita, per cui la sua vicenda terrena è stata descritta nel recente volume edito con il titolo “Il fascino discreto dei nostri santi” (Ed. Grafiser, 2016). Tale volume comprende (pp. 120-141) appunto un breve profilo che sarà anche ristampato e ripubblicato, a parte, in questa celebrazione del terzo centenario della conclusione della sua presenza tra noi.

P. Giuseppe Scarvaglieri




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"L’invito del #VangelodiOggi (Gv 6,24-35) è questo: piuttosto che essere preoccupati soltanto del pane materiale, ac… https://t.co/3QuHGimVDK"

Tweetato il 1 Agosto da Papa Francesco


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