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LITURGIA

Il Santo del Mese: S. Antonio da Padova

Nobile portoghese, dopo l’ordinazione sacerdotale approda a Messina per cause fortuite e rimarrà in Italia fino alla morte.
10-06-21

Fernando di Buglione nasce a Lisbona (Portogallo) nel 1195 dal padre Martino Alfonso, cavaliere e da mamma Maria, la famiglia era nobile discendente di Goffredo di Buglione. Esiste una analogia tra Antonio e Francesco d'Assisi entrambi da giovani avviati per la carriera delle armi e tentati dalla vita agiata e dal peccato ma che tuttavia li porterà entrambi alla scelta di imboccare la via della testimonianza di fede alla sequela di Cristo Gesù.
All'età di 15 anni entra fra i Canonici Regolari di Sant'Agostino che erano titolari per volontà del re Alfonso I del Portogallo e della regina Mafalda di Savoia, dell'abbazia di San Vincenzo nei pressi di Lisbona. Fernando si applica nello studio con ottimi maestri di [leggi tutto]


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SANT’AGATA, UNA FESTA CELEBRATA CON DEVOZIONE SINCERA

Padre Domenico Manuli per la prima volta ha celebrato la Messa serale del 5 febbraio scorso: «è stato emozionante ritrovarmi nella meravigliosa chiesa madre di Alì intitolata alla grande Santa». Il Vicario parrocchiale ricorda le parole che la giovane Agata rivolge a Quinziano, ancora attuali per condannare la violenza sulle donne: “non ti vergogni di strappare ad una donna le sorgenti della vita, da cui prendesti alimento al petto di tua madre?...”.
06-03-21

A un mese dalla solennità della nostra patrona Sant’Agata, mentre in tv si cerca con il festival di Sanremo e tutto quello che gira introno allo spettacolo e ai cantanti di alleggerire per qualche giorno l’argomento Covid 19, cercando di donare un po’ di leggerezza dopo un anno pesantissimo, io mi soffermo sulle emozioni che ho vissuto nel celebrare per la prima volta questa ricorrenza nella comunità di Alì. Mi sono legato alla figura di questa santa nel periodo vissuto a Roma dove frequentavo quella che viene chiamata la chiesa dei siciliani, Santa Maria Odigitria. È la chiesa di riferimento dei siciliani che abitano a Roma, qui vengono celebrate le feste dei santi legati alla Sicilia e il giorno di Sant’Agata è uno dei momenti più sentiti.
Non nascondo che è stato emozionante ritrovarmi in una chiesa meravigliosa come la chiesa madre di Alì intitolata alla grande Santa. Purtroppo a causa del Covid sicuramente sono mancate tante cose, non si è potuta fare la processione, quindi non ho potuto vedere come viene tradizionalmente vissuta questa giornata dagli Aliesi, è mancata la banda musicale, i giochi d’artificio e tutto quello di bello che c’è nel nostro folklore popolare, manifestazione di sentimenti e di fede, è rimasta solo la celebrazione eucaristica e la preghiera… solo… In quest’anno così particolare ciò che è rimasto è l’essenziale e sono stato molto edificato nel constatare che i fedeli hanno saputo cogliere questo essenziale momento, partecipando a tutte le celebrazioni con compostezza, profondità, gioia, devozione sincera. È stato bello vedere la chiesa piena nel possibile dei limiti imposti dalla situazione, ho capito che la devozione a Sant’Agata va oltre la festa, la processione e i fronzoli, ma è una devozione radicata nella preghiera, nella fede, nella speranza e nell’amore che lega i fedeli di questa comunità alla sua Patrona che, nonostante tutto, è vicina con la sua protezione vegliando e intercedendo presso il cuore di Dio per il popolo che l’acclama, ma che soprattutto la invoca pieno di fiducia.
Così nella messa che ho presieduto con grande gioia e commozione ho voluto dedicare un canto a Sant’Agata “Dio è amore”, quell’amore che lei ha sperimentato nella sua vita e che ha infiammato il suo cuore tanto da farla diventare sposa di Cristo con il dono totale della sua vita, una testimone, martire d’amore, amata in tutto il mondo. La cosa che mi ha colpito di più, alla fine, leggendo la storia del suo martirio, è l’attualità di questa grande santa. In un momento in cui tutti i giorni la cronaca ci parla di femminicidio e orribili crimini contro le donne, le parole che Sant’Agata rivolge al suo persecutore Quinziano quando le impone il supplizio del taglio dei seni: “non ti vergogni di strappare ad una donna le sorgenti della vita, da cui prendesti alimento al petto di tua madre?..”, risuonano come un grande monito agli uomini di tutti i tempi che osano offendere, calpestare, violentare, uccidere colei nel cui grembo Dio ha messo il dono del mistero della vita. Sant’Agata ci ricorda ancora nell’Oggi del mondo che la donna va rispettata, onorata, amata, ce lo ricorda lei che ha donato la sua vita unendo il suo sangue a quello del suo sposo, testimoniandoci che l’amore di Cristo vince sempre la morte e solo chi ama vive per l’eternità.

Padre Domenico Manuli
Vicario Parrocchiale

 




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"L’invito del #VangelodiOggi (Gv 6,24-35) è questo: piuttosto che essere preoccupati soltanto del pane materiale, ac… https://t.co/3QuHGimVDK"

Tweetato il 1 Agosto da Papa Francesco


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