Benvenuti!

CALENDARIO PARROCCHIALE

Giugno

Martedi 22 · S. Paolino da Nola ; Ss. Giovanni F. e Tommaso M.

Gen 13,2.5-18; Sal 14; Mt 7,6.12-14.

Signore, chi sara' ospite nella tua tenda?

II MARTEDI IN ONORE DI S. AGATA

S. Messa - ore 18,30

Ore 19,30 - incontro di preparazione alla Cresima


Mercoledi 23 · S. Giuseppe Cafasso; S. Lanfranco

Gen 15,1-12.17-18; Sal 104; Mt 7,15-20.

Il Signore si e' sempre ricordato della sua alleanza.


Giovedi 24 · NATIVITA' DI S. GIOVANNI BATTISTA

Is 49,1-6; Sal 138; At 13,22-26; Lc 1,57-66.80.

Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

S. Messa ore 18,00.


Venerdi 25 · S. Massimo; S. Guglielmo di Montevergine; S. Prospero

12.a del Tempo Ordinario.

Gen 17,1.9-10.15-22; Sal 127; Mt 8,1-4.

Benedetto l'uomo che teme il Signore.


Sabato 26 · Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaria Escrivà

12.a del Tempo Ordinario.

Gen 18,1-15; Lc 1,46-55; Mt 8,5-17.

Il Signore si e' ricordato della sua misericordia.


Domenica 27 · S. Cirillo di Alessandria

13.a del Tempo Ordinario.

Sap 1,13-15; 2,23-24; Sal 29; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43.

Ti esaltero', Signore, perche' mi hai risollevato.

40° Anniversario Ordinazione del Parroco.

S. Messa - ore 18,30.


Lunedi 28


LITURGIA

Il Santo del Mese: S. Antonio da Padova

Nobile portoghese, dopo l’ordinazione sacerdotale approda a Messina per cause fortuite e rimarrà in Italia fino alla morte.
10-06-21

Fernando di Buglione nasce a Lisbona (Portogallo) nel 1195 dal padre Martino Alfonso, cavaliere e da mamma Maria, la famiglia era nobile discendente di Goffredo di Buglione. Esiste una analogia tra Antonio e Francesco d'Assisi entrambi da giovani avviati per la carriera delle armi e tentati dalla vita agiata e dal peccato ma che tuttavia li porterà entrambi alla scelta di imboccare la via della testimonianza di fede alla sequela di Cristo Gesù.
All'età di 15 anni entra fra i Canonici Regolari di Sant'Agostino che erano titolari per volontà del re Alfonso I del Portogallo e della regina Mafalda di Savoia, dell'abbazia di San Vincenzo nei pressi di Lisbona. Fernando si applica nello studio con ottimi maestri di [leggi tutto]


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S. RITA DA CASCIA

La Santa delle cose impossibili
20-05-21


Santa Rita da Cascia
, una delle figure più invocate e venerate dai praticanti cattolici, nacque da Antonio Lotti ed Amata Ferri, due “pacieri di Cristo” (antenati dei moderni “mediatori civili” e/o ”conciliatori”, ndr) impegnati con le lotte tra guelfi e ghibellini, nel 1381 a Roccaporena, frazione di Cascia (PG). Le venne dato il nome di Margherita, ma ben presto tutti la chiamarono Rita.

Il primo miracolo le viene attribuito a soli 5 giorni dalla sua nascita, il miracolo delle Api Bianche: i genitori, impegnati nella mietitura, lasciarono Rita in una culla sotto ad un albero. Le si avvicinano 5 api bianche, che cominciano ad entrare e ad uscire dalla sua bocca ma senza pungerla, anzi, depositandole in bocca del miele. Un contadino, in un campo adiacente, si taglia profondamente una mano con la sua falce. Preso dal panico, lasciò il posto di lavoro in cerca di cure. Passando davanti alla culla, e vedendo le api ronzare sopra a Rita, cercò di scacciarle con l'arto ferito, che incredibilmente guarì.

Ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata (i genitori le insegnarono a leggere e scrivere), fin da giovanissima si appassionò alla famiglia Agostiniana, San Giovanni, Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino, tanto da voler prendere i voti e da voler frequentare assiduamente il monastero Santa Maria Maddalena di Cascia e la chiesa di San Giovanni Battista. Ma i genitori, come usanza dell'epoca, a 13 anni la promisero sposa a Paolo di Ferdinando Mancini, uomo violento, e dopo 3 anni convolò a nozze. Dal matrimonio nacquero 2 bambini, forse gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Paolo di Ferdinando Mancini si era convertito grazie a Rita, ma la loro unione venne interrotta dopo 18 anni quando Paolo venne assassinato dai suoi ex compagni. La famiglia Mancini voleva vendetta, ma Rita no e non rivelò i nomi degli assassini, invocando il perdono. Quando vide che i suoi 2 figli non volevano darle retta, chiese a Dio di vederli morire piuttosto che perseguire i loro scopi sanguinari. Da lì a poco i due fratelli si ammalarono e morirono. Rimasta sola, a 36 anni provò ad entrare al Monastero Agostiniano Santa Maria Maddalena, a Cascia. Ma venne rifiutata 3 volte, per la sua condizione vedovile e perchè nel monastero c'era una suora imparentata con la famiglia di Paolo, offesa per la reticenza della Santa. Solo dopo aver pacificato le due famiglie duellanti Rita ottiene di entrare nel Monastero, nel 1407: secondo la leggenda, furono i 3 santi protettori Sant’Agostino, San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino a portarla, dallo scoglio di Roccaporena dove Rita si recava per pregare, direttamente dentro al Coro.

Nel Monastero rimase fino alla sua morte, sopraggiunta il 22 Maggio del 1457 a 76 anni. E si dice che abbia compiuto almeno altri 5 prodigi prima di morire: quello della vite, ancora oggi presente all'interno del luogo di culto; quello della spina (stigmate) della corona di Cristo sulla fronte, che portò negli ultimi 15 anni della sua vita con l'eccezione del viaggio a Roma per la canonizzazione di San Nicola, quando scomparve per poi riapparire una volta tornata a Cascia; poco prima di morire, immobilizzata a letto, chiese ad una sua cugina di portarle una rosa e due fichi dalla casa paterna. Era inverno, ma i frutti c'erano e la cugina glie li portò. E la rosa divenne il simbolo ritiano per eccellenza, un'esile ed umile donna riuscita a fiorire nonostante le spine che la vita le aveva riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori; il giorno della morte venne avvistato uno sciame di api nere (dette murarie) nel convento, ed ancora oggi hanno dei nidi vicino all'abero di vite; le campane suonarono da sole.

Il primo miracolo da defunta avvenne al momento di celebrare le sue esequie. Un falegname, Cicco Barbari, era da poco diventato invalido alle mani, non potendo più lavorare. Vedendo la salma di Rita, disse: “Oh, se non fossi 'struppiato', la farei io questa cassa!”. Il falegname guarì immediatamente, e le suore lo incaricarono della costruzione della “cassa umile”. Ancora oggi si dice che ogni qualvolta Rita interceda per un miracolo il suo corpo, conservato all'interno della Basilica di Santa Rita da Cascia, emani profumo di rosa. È chiamata anche, oltre “Santa della Rosa” e “Santa della Spina”, dal popolo “Santa degli Impossibili” vista la quantità di miracoli attribuitole.

Fu beata, 180 anni dopo la sua morte, nel 1627 sotto il pontificato di Urbano VII. Fu canonizzata durante il Giubileo del 1900 da Leone XIII.




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"Cristo vive e vuole che ognuno di voi viva. Egli è la vera bellezza e giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui… https://t.co/PUNdBrBEPT"

Tweetato il 21 Giugno da Papa Francesco


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